Benvenuto, Utente ( Entra )

Azalea japonica

Le azalee appartengono allo stesso genere dei rododendri, chiamato rhododendron, e nonostante abbiano foglie molto diverse, i fiori ci dimostrano questa stretta parentela; l'azalea japonica è originaria dell'Asia, si tratta di un arbusto di medie dimensioni, dallo sviluppo tondeggiante e armonico, con piccole foglie di colore verde scuro, brillanti, leggermente coriacee e rugose, speso ricoperte da una sottile peluria; il fogliame delle azalee è sempreverde o semi sempreverde, ciò significa che in condizioni climatiche ideali queste piante non perdono il fogliame, ma in caso di clima eccessivamente freddo, caldo o asciutto, tendono a perdere parte del fogliame, fino al ristabilirsi di un clima migliore per il loro sviluppo. A partire dalla fine della primavera le azalee producono una profusione di fiori di media grandezza, a forma di imbuto, spesso riuniti in piccoli mazzetti; i fiori sono talvolta così tanti da ricoprire l'intera pianta, come se fosse un enorme cuscino floreale; le azalee fioriscono nei toni del rosa; esistono decine di ibridi e cultivar, con fiori bianchi, rossi, fucsia, violetto.

 

Terriccio per azalea

Queste piante per svilupparsi senza problemi necessitano di terriccio specifico per piante acidofile; si tratta di un substrato ad alto contenuto di torba ed humus, ricco e soffice; le azalee vivono tranquillamente in giardino, non temono il freddo e possono sopportare temperature anche vicine ai -10/-15°C; possiamo porle a dimora in vaso o in piena terra, a patto di utilizzare sempre del terriccio per piante acidofile: se il terreno del nostro giardino è ricco in calcare con ph decisamente molto alto, evitiamo di posizionare la nostra azalea direttamente nella terra da giardino. Quindi o decidiamo di coltivarla in un vaso capiente, oppure dovremo fare in modo che attorno alle radici della nostra azalea il terreno sia del tipo ideale; procederemo preparando un'aiola costituita da terriccio per piante acidofile in cui porremo a dimora la nostra azalea. Sono molte le piante acidofile perfette per essere coltivate in giardino, quindi potremo anche preparare un'ampia aiola, asportando il substrato per almeno 40-60 cm di profondità, e sostituendolo con un buon terriccio per acidofile, di acile reperimento in qualsiasi vivaio ben fornito. A questo punto nell'aiola potranno trovare posto azalee, rododendri, skimmie, pieris, eriche.

 

Esposizione ed annaffiatura dell'azalea

Per svilupparsi al meglio, e soprattutto per fiorire, le azalee necessitano di una buona illuminazione; non amano però la luce solare diretta, soprattutto nei periodi più caldi dell'anno. Posizioniamole quindi in un luogo semiombreggiato, dove il sole le raggiunga soltanto durante le ore più fresche dalla giornata, come ad esempio di primo mattino; evitiamo comunque di porre a dimora la nostra azalea in un angolo del giardino completamente all'ombra: la totale mancanza di luce solare impedisce la fioritura o la rende povera e stentata.

Questi arbusti sono ben adattati al clima italiano, non temono troppo il freddo, non soffrono eccessivamente per il caldo e sopportano brevi periodi di siccità; evitiamo però di lasciarle in un terreno secco e povero per periodi prolungati di tempo, o il fogliame tenderà dapprima ad afflosciarsi e poi comincerà a cadere, lasciando interi rami completamente spogli. Piuttosto annaffiamo la nostra azalea con regolarità: aspettiamo che il terreno cominci ad asciugarsi e quindi annaffiamo abbondantemente, inumidendo a fondo il terreno; insistiamo con le annaffiature soprattutto durante i periodi dell'anno caldi e siccitosi, diradiamo invece le forniture d'acqua durante i mesi freddi, in cui la pianta è in parziale riposo vegetativo. Soprattutto quando la pianta non è in fiore, se ci è possibile, durante le annaffiature bagniamo anche il fogliame, per alleviare la calura delle lunghe giornate estive.

Per meglio fornire tutti i sali minerali di cui la nostra pianta ha bisogno possiamo spargere ai piedi della pianta del concime granulare a lenta cessione, ogni 3-4 mesi, in modo che si disciolga progressivamente ad ogni annaffiatura.

Se la pianta manifesta sintomi di clorosi ferrica, quali l'ingiallimento progressivo del fogliame, forniamo periodicamente del concime rinverdente, o del chelato di ferro; se la pianta è a dimora da lungo tempo nello stesso substrato, forse il terreno è divenuto eccessivamente basico, e potremo valutare l'eventualità di sostituirlo con terriccio per acidofile nuovo.