Camelia Japonica
La Camelia japonica
La camelia è un arbusto sempreverde originario dell'Asia, la specie japonica (Camellia japonica) proviene dalla Cina, dal Giappone e dalla Corea; questi grandi arbusti vengono coltivati in Europa già dal 1700, a quel tempo nei luoghi d'origine venivano già coltivati da secoli. Per questo motivo non è semplice sapere quali fossero le caratteristiche della specie botanica di camelia japonica; da antichi dipinti si può capire come le prime camelie coltivate avessero fiori molto grandi, a 5-6 petali, di colore rosso o rosa acceso. Oggi vengono coltivate centinaia di varietà ibride di camellia japonica; queste pianta sviluppano folti arbusti, a crescita abbastanza lenta, che in condizioni ideali possono raggiungere i 4-5 metri di altezza; il fogliame è di colore verde scuro, lucido, di consistenza coriacea. I fiori sono di dimensione variabile, a seconda della varietà, dai sette ai 14-15 cm di diametro; le camelie fioriscono a partire dalla fine dell'inverno, fino all'inizio della primavera: all'apice dei rami giovani si sviluppano alcuni boccioli, che sbocceranno in successione, garantendo alcune settimane di fioritura. I fiori delle varietà ibride sono doppi o stradoppi, ricordano le peonie o le rose; alcuni emanano anche un gradevole profumo, ed il colore varia dal bianco puro, passando per tutte le sfumature del rosa fino al rosso sangue, comprendendo anche varietà con fiori striati.
Coltivare la camelia
Esposizione della camelia
Nei luoghi di origine le camelie godono di estati abbastanza calde ed umide e
di inverni non troppo rigidi e asciutti; molte delle varietà disponibili in
vivaio sono perfettamente adattate al clima europeo, e possono quindi
sopportare senza problemi estati con temperature superiori ai 30°C, ed inverni
con temperature inferiori ai -10°C. In ogni caso è consigliabile porre la
nostra camelia in un luogo semiombreggiato, dove in estate goda di un pochino
di frescura e non sia esposta al torrido sole di luglio; in questo modo
eviteremo anche che il fogliame venga scottato dalla eccessiva esposizione ai
raggi diretti del sole. Allo stesso tempo cerchiamo di fare in modo che la
pianta possa essere al riparo dal vento, soprattutto durante l'inverno.
Se nella zona in cui viviamo le temperature invernali sono decisamente molto
rigide, o nevica spesso, posizioniamo la nostra camelia vicino alla casa,
oppure coltiviamola in vaso, in modo da poter spostare il contenitore in caso
di gelo prolungato o di nevicata; oppure copriamo l'arbusto con
dell'agritessuto, che eviterà l'esposizione alle temperature più basse,
permettendo comunque alla pianta di restare all'aperto.
Le camelie cominciano ad ingrossare i loro
boccioli già in pieno inverno, ed a volte i primi fiori sbocciano già in
febbraio; se la pianta in fiore viene lasciata al gelo o esposta al vento può
perdere i boccioli, o i fiori possono venire rovinati, soprattutto se di colore
chiaro; vigiliamo quindi la nostra pianta, in modo da ripararla in caso di
fioritura precoce in un periodo ancora molto freddo dell'anno.
Terreno
Le camelie sono piante acidofile, temono la presenza di calcare nel terreno, e
prediligono terreni composti da torba, foglie in decomposizione, terriccio di
bosco; non amano i terreni particolarmente ricchi di sali. Se vogliamo porle a
dimora in giardino o in vaso utilizziamo comunque terriccio specifico per
piante acidofile, soffice e scuro; evitiamo di mescolare questo terriccio con
la terra del giardino, che spesso è eccessivamente argillosa o ricca di calcio.
Ricordiamo anche che le camelie necessitano di un terreno ben drenato, che permetta
all'acqua di defluire rapidamente, evitando i ristagni; nel mettere a dimora la
nostra camelia quindi ricordiamo di mescolare al terriccio per piante acidofile
una piccola quantità di sabbia o di altro materiale che mantenga il substrato
ben aerato, come la pietra pomice o la perlite.
Per quanto riguarda gli esemplari coltivati in contenitore ricordiamo di
rinvasare le piante almeno ogni 2-3 anni, sostituendo tutto il terriccio con
substrato fresco. Questa operazione si effettua dopo la fioritura o a fine
estate: in generale evitiamo di praticare rinvasi quando le piante sono in
piena fioritura o quando si stanno sviluppando; l'operazione di rinvaso provoca
sempre un certo stress alla pianta, che impiega alcune settimane ad adattarsi
al nuovo terreno; se praticassimo questa operazione durante la fioritura
potremmo causare la perdita dei boccioli.
Annaffiare la camelia
Questi arbusti sono originari di zone in cui la bella stagione è caratterizzata
da un'alta umidità; per questo motivo cerchiamo di mantenere, da marzo fino a
settembre, un terreno abbastanza umido ai piedi delle camelie. Attenzione,
umido non significa completamente inzuppato d'acqua, e con forte ristagno:
semplicemente evitiamo che la camelia durante i mesi caldi soffra di siccità
per periodi prolungati di tempo, ed interveniamo con le annaffiature ogni qual
volta il clima si presenti asciutto. Generalmente i mesi primaverili ed
autunnali sono già sufficientemente piovosi, quindi l'arbusto coltivato in piena
terra può accontentarsi dell'acqua fornita dalle precipitazioni, e necessita di
annaffiature solo se le piogge sono scarse o il clima tanto caldo da causare la
rapida evaporazione dell'acqua caduta con la pioggia. La camelia appena posta a
dimora, o coltivata in vaso, può necessitare di maggiori annaffiature,
controlliamo comunque l'umidità contenuta nel terreno, toccando con le dita: se
il pane di terra si presenta umido evitiamo di annaffiare, forniamo invece
acqua quando le dita immerse nel terreno ne fuoriescono completamente asciutte.
Durante i mesi freddi in genere queste piante non necessitano di annaffiature, soprattutto se il clima è molto rigido e le piante sono poste in penombra; ovviamente se viviamo in Sicilia e la nostra camelia gode di qualche ora di sole, anche durante i mesi di novembre e dicembre controlleremo che il terreno non rimanga completamente asciutto e secco per periodi di tempo superiori ai 5-7 giorni, fornendo piccole quantità di acqua, in modo da inumidirlo.
In linea di principio cerchiamo di evitare gli eccessi di acqua, ed anche la siccità prolungata, in qualsiasi periodo dell'anno.
Concimare la camelia
Questi arbusti non necessitano di grandi quantità di sali minerali nel terreno;
il modo migliore di concimarle consiste nell'utilizzare concimi granulari a
lento rilascio, da spargere sul terreno ai piedi della pianta verso la fine
della fioritura; in questo modo ad ogni annaffiatura e ad ogni pioggia piccole
quantità di concime si spanderanno nel terreno. Utilizziamo un concime per
piante acidofile o per piante fiorite.
Può capitare che la nostra camelia presenti foglie di colore chiaro, spesso
questo può essere un sintomo di clorosi ferrica: la pianta non riesce ad
assorbire ferro dal terreno che, a causa del calcare contenuto in esso o
nell'acqua delle annaffiature, ha assunto un ph eccessivamente elevato.
In casi come questo è bene intervenire utilizzando un concime rinverdente, per
migliorare rapidamente lo stato di salute della pianta. L'insorgere della
clorosi ferrica può essere anche un campanello d'allarme che ci ricorda che è
ora di rinvasare la nostra camelia, o di cambiare parte del terreno in cui
viene coltivata con del terriccio per piante acidofile.
La potatura delle camelie
Questi arbusti hanno una crescita abbastanza lenta, ed in genere non
necessitano di potature drastiche o di un ridimensionamento; generalmente si
procede alla potatura verso la fine della fioritura, quindi tra aprile e
maggio. La potatura da effettuare sempre è quella di pulitura, eliminando o
accorciando i rami rovinati dall'inverno, o scarsamente sviluppati, o primi di
fogliame. Dopo aver ripulito l'arbusto è consigliabile accorciare leggermente i
rami più alti, o quelli che si sono sviluppati eccessivamente rispetto agli
altri: in questo modo garantiremo alla nostra camelia uno sviluppo armonioso,
una forma ben tondeggiante e una vegetazione ricca e densa.
Parassiti e malattie
Il principale problema delle camelie è sicuramente la clorosi, se viviamo in
una zona con terreno con ph decisamente basico, o in cui l'acqua è molto
calcarea, è consigliabile coltivare le camelie in vaso: in questo modo potremo
periodicamente sostituire il terriccio del contenitore con substrato specifico
per piante acidofile. Altrimenti rischieremo di avere arbusti giallastri, con
scarse fioriture e sviluppo stentato.
L'altro problema che spesso si presenta con le camelie è legato all'acqua: un
eccesso di annaffiature o un terreno scarsamente drenante possono favorire lo
sviluppo di marciumi radicali, funghi, muffe, che possono rapidamente
compromettere lo sviluppo e la fioritura della nostra camelia, o anche causarne
la morte. Allo stesso modo, la siccità prolungata può causare la perdita di
boccioli e di foglie, ed anche in questo
caso può causare la morte dell'arbusto.
Può capitare che anche la nostra camelia venga colpita dai parassiti presenti in giardino, quali cocciniglia, oziorrinco, larve di lepidotteri; generalmente i danni non sono mai di grave entità, soprattutto se la pianta viene coltivata correttamente e ha un buono sviluppo. In casi di gravi attacchi sarà necessario utilizzare insetticidi specifici.