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Rododendro


Il genere rhododendron riunisce le piante comunemente chiamare rododendri e azalee; le specie sono così tante da essere state suddivise in sottogeneri; diffuse in natura in Asia, Europa e nord America. Con il termine rododendro però si indicano generalmente quelle specie che hanno foglia persistente, di grandi dimensioni. In particolare le specie di rododendri più coltivate come piante ornamentali sono quelle di origine asiatica.

Sono arbusti sempreverdi, a crescita lenta, che possono raggiungere i 200-250 cm di altezza nell'arco di alcuni anni. Il fogliame è ovale, di grandi dimensioni, lucido e cuoioso, riunito in piccoli mazzetti. In primavera inoltrata dall'apice dei rami nuovi sbocciano grandi fiori riuniti in corimbi, a forma di grandi trombette, con la corolla divisa in 5 lobi. I colori delle specie botaniche sono nei toni del rosa; esistono però moltissimi ibridi e cultivar, quindi in vivaio possiamo trovare rododendri di colore bianco candido, rosa, rossi, viola, lilla, con fiori striati o con venature in colore contrastante.

La fioritura dura alcune settimane, e le piante tendono a ricoprirsi completamente di boccioli vistosi; rimuoviamo i fiori appassiti, che con il passare del tempo possono essere soggetti a marcescenza.

Dopo la fioritura possiamo cimare leggermente la pianta, che in genere non necessita di potature drastiche.

 

Coltivare i rododendri

Tutte le specie di rododendro sono acidofile, questo significa che necessitano di un apposito terreno per svilupparsi, privo di calcare. Si utilizza in genere un substrato già pronto, specifico per acidofile, costituito prevalentemente  da torba, arricchita con terriccio ricco di materiale organico e di humus, ed alleggerita con poca sabbia; il risultato è un terreno soffice e ricco, che tende a rimanere abbastanza umido, pur lasciando defluire l'acqua in eccesso.

Se viviamo in una zona con terreno già acido possiamo semplicemente arricchirlo con dello stallatico e lavorarlo a fondo, quindi porvi a dimora il nostro rododendro. Se invece viviamo in una zona con terreno calcareo dovremo praticare un'ampia buca di impianto, e riempirla con terriccio per acidofile, dove posizioneremo il rododendro; in questo caso però ricordiamoci che, con il passare del tempo, il terreno tenderà comunque a divenire alcalino, e dovremo quindi sostituirlo ogni 3-4 anni, per evitare che l'arbusto soffra per la carenza di ferro disponibile nel terreno.

Generalmente se il terreno del nostro giardino è decisamente molto calcareo si preferisce coltivare i rododendri in ampi vasi, in modo da poter tranquillamente  sostituire il terreno in essi contenuto ogni 2-3 anni. Infatti nelle zone con terreno calcareo, è calcarea anche l'acqua delle irrigazioni, e quindi con il passare del tempo il terreno tende ad accumulare calcare.

In ogni caso a fine inverno spargiamo del concime granulare  a lenta cessione ai piedi del rododendro, scegliendo quello specifico per piante acidofile; questo concime contiene uno specifico rinverdente, che aggiunge al terreno maggiori quantità di ferro facilmente assimilabili dalle radici, in modo da evitare l'insorgere della clorosi ferrica; questa malattia tende a far ingiallire il fogliame dei rododendri, e con il passare del tempo rende lo sviluppo delle piante stentato e le fioriture scarse.

 

La luce e i rododendri

Queste piante prediligono posizioni molto luminose, però temono abbastanza la luce solare diretta, soprattutto durante i mesi ed i giorni particolarmente caldi e siccitosi. Prediligiamo quindi posizioni semiombreggiate, ad esempio sotto alberi a foglia caduca: in questo modo godranno di una temperatura non eccessivamente rigida in inverno, ma anche di una buona ombreggiatura in estate.

In ogni caso possono svilupparsi anche in posizioni molto soleggiate o completamente ombreggiate: nel primo caso cerchiamo di fornire un poco di ombra ristoratrice almeno in luglio-agosto; nel secondo caso non stupiamoci se la nostra pianta tenderà a produrre fioriture non eccessivamente ricche.

 

 

Annaffiare i rododendri

Il rododendro ama un clima fresco e umido; da marzo a settembre annaffiamo con regolarità, soprattutto se le piogge sono scarse o il clima molto caldo e ventoso. In ogni caso tra un'annaffiatura e l'altra attendiamo sempre che il terreno si asciughi, evitando di mantenerlo costantemente saturo d'acqua.

Ricordiamo che gli esemplari coltivati in vaso tendono a sviluppare un apparato radicale più contenuto, inoltre il substrato del contenitore tende ad asciugarsi con maggiore rapidità rispetto alla piena terra; per questi motivi i rododendri coltivati in vaso necessiteranno di annaffiature più frequenti durante la bella stagione.

Dopo la fioritura periodicamente, quando annaffiamo il nostro rododendro, ricordiamo anche di praticare una doccia all'intera chioma, per ripulire le grandi foglie dal pulviscolo, ed anche per rendere più umido il clima attorno all'intera pianta.